S-recensione del libro di Oscar di Montigny . “Il tempo di nuovi eroi”.

Addì 18 febbraio 2018 ore 8.30 mi accingo a scrivere la mia prima s-recensione di un libro e l’onore tocca a “il tempo dei nuovi eroi” di Oscar di Montigny. Non credo che a Oscar farà piacere ciò che scriverò del suo librò ma spero che lo stimoli a scriverne un altro seguendo i miei consigli perché potrebbe essere veramente un gran bel libro.

Ho già scritto vari s-posto su linkedin riguardo lo stile di scrittura ed i contenuti di questo libro e sostanzialmente dicono tutti che il libro è scritto come un sussidiario di filosofia e semiologia applicata ed è pieno di citazioni e ripetizioni erudite di concetti esistenzio-socio-tecno-economici. Pensieri degni di nota e in alcuni casi pure originali (almeno per me che non leggo un libro di filosofia dai tempi del liceo). Di tutti quello che più mi è rimasto impresso è l’idea che i denaro sia solo un catalizzato dell’anima di un uomo. Se questo è altruista i soldi gli permetteranno di fare del bene a più persone, viceversa lo renderà ancora più arido ed egoista. Con questa semplice osservazione a cui Oscar credo di ricordare dedichi tutto un capito si può ben giustificare il fatto di voler diventare ricchi come mezzo per fare del bene invece che per accumulare privilegi e risorse di altri.

Sto divagando, torno sul punto. Il libro tratta del viaggio dell’eroe da un mondo ordinario ad uno straordinario che poi altro non è che lo stesso mondo ordinario ma affrontato con maggiore consapevolezza di se e del proprio ruolo e potenziale di miglioramento del mondo stesso e del tuo prossimo. Questo percorso si articola lungo 11 capitoli a cui si aggiungono altri 3 capitoli “0” ed i ringraziamenti. Naturalmente, vista la vocazione educativa del libro non poteva mancare una nutrita bibliografia ampiamente citata nel libro. Un percorso, quello dell’Eroe, che è articolato per la maggior parte per citazioni di vari teorici ed interpreti dell’eroismo a partire da Omero ed arrivando al Dalai Lama, Ghandi e, pure, Ennio Doris. Fa un po’ sorridere il parallelismo; ma, tutto sommato, dal punto di vista di Oscar (che ne è il cognato) ci sta; e forse ci sta anche in generale, almeno come stimolo per gli imprenditori a fare qualcosa per la società in cui vivono, invece che solo per se stessi e le proprie aziende. 

Sta pippa del percorso dell’eroe è di una noia mortale tranne nei paragrafi in cui Oscar racconta di se e di come abbia vissuto la sua trasformazione da  attore a manager frustrato e, infine, futurologo. L’ho già scritto e detto ma le parti in cui racconta delle sue esperienze invece che delle sue teorie sono scritte benissimo e sono degli squarci di luce e primavera dentro una biblioteca polverosa e illuminata da candelabri.

I momenti i cui Oscar racconta dei suoi viaggi, del suo matrimonio, dei suoi molti incontri con personaggi che hanno fatto e faranno la storia dell’umanità sono veramente memorabili ed, infatti, sono gli unici di cui riservo un vivido ricordo. Come teorico dell’economia 0.0 o sociale che di si voglia ha ben altri più avvincenti predecessori a partire Adriano Olivetti che resta il irraggiungibile se non altro perché lui ciò che “predicava” lo ha realizzato veramente ed in tempi in cui l’innovazione tecnologica non era certo una moda come ora. Insomma il libro non è, a mio parere, un bel libro ma potrebbe diventarlo. Potrebbe diventarlo se Oscar tagliasse tutte le citazioni e le trasformasse in esperienze personali. Recentemente ho letto Agassi e credo che Oscar potrebbe scrivere un libro altrettanto avvincente e coinvolgete se solo la smettesse di fare l’intellettuale complessato che ha bisogno di citare a destra e a manca per darsi un contegno da intellettuale appunto.

E dopo questa stroncatura vorrei parlare un po’ della parte più interessante del libro ovvero di Oscar. Il libro vale la pena leggerlo solo per capire chi è lui ed io ho capito quanto segue:

  1. è del segno della vergine e questo spiega la sua attitudine a fare l’intellettuale e l’educatore;
  2. voleva fare l’attore e credo fosse anche un bravo attore (l’ho visto una sola volta sul parlo e si capisce che è del mestiere);
  3. avendo messo su famiglia “per sbaglio” ma in una famiglia che lo ha accolto con entusiasmo deve aver rinunciato a fare l’attore per mettersi a fare il manager questo perché non mi pare il tipo che avrebbe accettato di farsi mantenere dal suocero mentre recitava Otello nei teatri e nelle piazze;
  4. ci ha messo parecchi anni a digerire il rospo ovvero a trovare il modo di rendere meno noioso il suo mestiere di manager di una noiosissima Banca. Direttore marketing per di più. Di una Banca. Poveraccio. Per forza è entrato in crisi e ci ha messo 16 anni a trovare una via di scampo da un destino dolce (figli e famiglia) ma crudele per tutto il resto;
  5. Riuscire a trasformare il suo mestiere di grigio bancario in qualcosa che lo portasse di nuovo sul palcoscenico è stata realmente un’impresa eroica  ed ancora più eroico di lui è stato Ennio Doris che gli ha dato fiducia e lo ha seguito in questo percorso che ha del funambolico;
  6. in sedici anni Oscar è riuscito a elaborare una teoria economica super articolata che giustificasse il suo gironzolare incessantemente per il mondo a tenere monologhi (il sogno di ogni attore) a raffica, come una “normale” attività marketing di Banca Mediolanum. Un genio, formidabile, EROICO.
  7. Si capisce anche che ci crede veramente in ciò che fa e nel fare qualcosa per il prossimo. E’ sincero, realmente tollerante (anche con uno come me che fa perdere la pazienza ad un santo), altruista, ottimista, trasparente,
  8. E’ un uomo felice. Sprizza felicita da ogni poro della pelle ora che ha coronato il suo sogno che non era certo quello di fare il manager di una Banca.
  9. Ama sua moglie ed i suoi figli e ha una stima sincera per suo suocero che, visto dai suoi occhi, non sembra nemmeno uno che ha fatto società con Berlusconi e con lui ha condiviso un certo modo di fare marketing tutt’altro che eroico e 0.0.
  10. ho scoperto che ha un maestro in carne ed ossa, mica di scuola, ma di vita. Un certo Patrizio Paoletti che lui cita in continuazione con una venerazione assoluta da discepolo innamorato.  Comprensibilissimo se a lui deve il fatto di essere riuscito a trasformare il mestiere più noioso del mondo (bancario)  in quello che sta facendo ora (Futurologo).
  11. Oscar nel suo libro, tra le mille citazioni, cita pure Francesco Morace, come fonte autorevole d’interpretazione dei trend e, ciò, mi lascia alquanto perplesso sulla sua capacità di analisi e discernere la fuffa socio-futurologa dalla reale capacità di interpretare il futuro soprattutto in ambito tecnologico.
  12. Infine, a sostegno della tesi che lui sia un po’ un “credulone” (vedi Morace), si capisce che molte delle sue teorie sono tratte dai seminari della Singularity University. Una roba che è stata pensata per togliere i paraocchi ai manager e agli studenti americani che, a differenza di noi europei, manco sanno cosa sia la filosofia e la cultura classica e, quindi, hanno bisogno di qualcuno che gli “apra la mente” e li faccia ragionare in modo che si rendano conto che mondo non finisce con il loro naso o i loro limitatissimi interessi. Ottima iniziativa la Singularity per ricchi oziosi e manager ottusi ma, per favore, finiamola lì. Riuscissero a trasformare Trump inun essere pensante diventerei loro Fan a vita ma per il momento mi paiono solo una trovata makerting originale per degli americani ma assai scontata per degli europei.

Ah, dimenticavo, in fondo al libro c’è il canto dei nuovi eroi che si intitola “be your essence”. Mi spiace per Oscar ma questa pagina mi ricorda troppo Scientology perché io possa commentarla in modo onesto e distaccato. Infatti l’ho letto almeno 5 volte ed ancora adesso non mi ricordo di cosa parla ne cosa voglia trasmettermi. Temo che vada riscritta in modo meno cervellotico e più sincer0. Manca di cuore o io sono troppo prevenuto per riuscire a sentirne il battito.

In conclusione una parola su un dubbio che il libro non mi ha tolto ovvero se la campagna di Banca Mediolanum “tutto intorno a te” sia precedente o seguente all’elaborazione della teoria di un’economia 0.0. Scoprilo mi permetterebbe di capire se questo libro sia di supporto ad essa o, viceversa, la campagna sia frutto di questa teoria. Cosa cambierebbe? Nulla sempre di un cerchio, o di uno zero se preferisci, si tratta.

MORALE

Oscar, mi rivolgo a te. Sei bravo a scrivere ed una bella persona con dei bei propositi (alla Olivetti) degni di avere successo (non per caso, ma per volontà). Invece di ripubblicare questo mattone e pavoneggiarti di questo risultato, trova il tempo di riscriverlo togliendo tutte le citazioni e raccontando di te e del tuo pensiero senza triangolazioni. Potresti veramente scrivere un bel libro sincero e coinvolgente e non solo un best seller. Un libro che potrebbero leggere con piacere anche dei bambini che sono la nostra vera grande speranza di un mondo realmente 0.0.

Credimi, ce la puoi fare!!

Fallo!!!

 

Ore 10.30. finito di scrivere ora porto fuori il cane e mi metto a lavurà…

andrea@elestici.com

S-blogger a tempo perso e imprenditore a tempo non retribuito.

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